Dal rosso al castano, passando per il color caramello e il biondo platino. Sono tante le colorazioni da scegliere per avere delle chiome più chiare rispetto al proprio tono naturale e che ricordano l’effetto “baciate dal sole“. Per tale motivo, negli ultimi tempi le tecniche per schiarire i capelli si sono moltiplicate in maniera esponenziale.

Ma le più richieste e usate dagli hairstylist sono lo shatush, il balayage e il degradè: si tratta di 3 modi diversi per decolorare i capelli ottenendo toni più caldi o più freddi a seconda delle esigenze.

Cos’è lo shatush?

shatush o balayage
Shatush. Fonte: Pinterest @alfemminile

Lo shatush è una tecnica che consente di schiarire i capelli senza toccare le radici ma lavorando esclusivamente sulle lunghezze. Nato negli anni ’60 dagli hairstylist di New York è stato rilanciato in Italia dallo stilista Aldo Coppola che lo ha reso un valido sostituto delle meches anni ’90. Grazie allo shatush, è possibile schiarire la propria chioma anche di tre tonalità rispetto al proprio colore naturale ottenendo un risultato naturale ed elegante.

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Si tratta di una tecnica che viene applicata esclusivamente sulle lunghezze e sulle punte, senza toccare le radici del capello. In particolare, i capelli vengono attentamente cotonati e divisi in sezioni. Successivamente si procede ad applicare la decolorazione che andrà a schiarire il colore naturale dei capelli.

Il risultato? Una chioma dai riflessi e dalle sfumature graduali e irregolari che creano un effetto totalmente naturale ma ricco di contrasti cromatici. Tra le tonalità di shatush più belle troviamo il castano freddo ideale per le chiome più scure al castano caramello, mentre il color rame è adatto ai capelli bruni che necessitano di alcuni tocchi di luce. Senza dimenticare le nuances di biondo che vanno dai toni più caldi dell’oro e del miele a quelli più freddi del platino o del cenere.

Cos’è il balayage?

shatush o balayage
Balayage. Fonte: Pinterest@pourfemme

Tra le tecniche per schiarire i capelli, il balayage è tra i più apprezzati del momento per via del finish mai artificiale che dona su qualsiasi tipologia di chioma. Il balayage è composto da due fasi: la prima è la decolorazione, la seconda è la colorazione della tonalità prescelta che spazia dal rame, al castano, passando per il biondo caldo. Infatti, con il balayage i capelli sono schiariti e tonalizzati in modo uniforme dalla radice in giù senza cotonature né contrasti di colore.

Le pennellate della crema schiarente sono applicate sui capelli suddivisi in 5 ciocche che creano la tipica forma a stella, partendo dalle radici per scivolare verso le lunghezze e le punte. In particolare sulle lunghezze vengono fatte delle striature di decolorante attraverso l’uso di un pennello. Successivamente si procede a schiarire di una o massimo due tonalità rispetto al colore naturale dei capelli ottenendo un effetto naturale che apporta luce e vitalità a ogni chioma.

Cos’è il degradè?

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Degradé. Fonte: Pinterest @pourfemme

La tecnica degradè è stata inventata nel 1990 da Claudio Mengoni di Joelle, un acconciatore rivoluzionario che puntò a minimizzare l’effetto ricrescita e preservare la salute dei capelli. Infatti il degradè è una tecnica per schiarire i capelli che elimina i contrasti netti di colore tipici delle meches o dello shatush ottenendo una serie di sfumature brillanti e omogenee.

Il degradè si compone di diverse fasi. Dapprima si selezionano le ciocche di colore in base al loro spessore, suddividendole in fili di colore, nastrini, velature e lunette. Successivamente la chioma è divisa in sei rettangoli, all’interno dei quali i capelli sono pennellati di colore in percentuali diverse a seconda del risultato che si vuole ottenere.

L’effetto di questa particolare e complessa tecnica di schiaritura è quasi impercettibile a occhio nudo in quanto non si discosta eccessivamente dal tono naturale dei capelli e in generale delle radici. In questo modo viene ridotto il problema della ricrescita con un effetto di capelli luminosi come se fossero colpiti dai raggi del sole.

Le differenze tra shatush, balayage e degradè

Ideate e realizzate per donare luce alle chiome spente, lo shatush, il balayage e il degradè sono delle tecniche mirate a schiarire i capelli attraverso modi e risultati molto diversi tra loro.

  • Nello shatush si predilige la cotonatura dei capelli, e successivamente si procede all’applicazione del decolorante in modo compatto, da metà lunghezza fino alle punte.
  • Nel balayage la chioma è suddivisa in sezioni che formano una stella e garantisce un’applicazione di colore meno netto tra radici e punte.
  • Nel degradè le ciocche prese in porzioni minime e sottili vengono decolorate di uno o due toni, per poi essere tonalizzate con un effetto omogeneo e naturale, evitando stacchi netti.

Dunque lo shatush e il balayage creano dei giochi di luce sui capelli caratterizzati da contrasti di colore in cui le radici risultano essere più scure rispetto alle punte, mentre il degradè ha un effetto di colore omogeneo che va a donare luminosità e a schiarire radici, lunghezze e punte, in maniera uniforme con sfumature brillanti ma senza contrasti netti di colore.

Shatush, balayage o degradè: cosa scegliere?

Scegliere la giusta tecnica per schiarire i capelli è un compito che spetta al parrucchiere di fiducia o all’hairstylist al quale ci si rivolge, che saprà consigliare il giusto metodo in base alle esigenze di ogni chioma. Tuttavia, conoscere le differenze tra le varie tecniche può risultare utile per orientarsi lungo la scelta dell’effetto riflessante da avere sui capelli.

Per un effetto riflessato che dona alcune linee di luce lungo il volto e sulle lunghezze senza toccare le radici, è consigliato optare per le tecniche dello shatush e balayage. Per un effetto uniforme che va a schiarire i capelli senza creare netti contrasti, optate per il degradè.

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