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Shatush, Degradè o Balayage? Nuovo colore ai capelli

Vediamo nel dettaglio questi tre tipi di colorazione, le tecniche e le differenze.
(foto:Web)
(foto:Web)

Queste tre metodologie di colore sono ormai il trend del momento, scelte da quasi tutti i personaggi celebri. Vediamo le differenze:

Shatush

(foto:Web)
(foto:Web)

Consiste nel cotonare la capigliatura fino alla radice, e poi nell’applicare il decolorante alle punte.

Si può ottenere un effetto leggero, con una variazione di un tono o due, oppure anche un contrasto netto con punte chiarissime.

È il look scelto ad esempio da Belen Rodriguez o da Bianca Balti. L’effetto finale è simile a delle punte schiarite dal sole.

Degradè

(foto:Web)
(foto:Web)

Il degradè invece seleziona delle ciocche all’interno della capigliatura, le scolora e dopo le tonalizza.

L’effetto è di un capello molto luminoso, multisfaccettato, e brillante. Le ciocche, sottilissime, verranno schiarite con dei veri e propri fili di luce che poi andranno tonalizzate insieme agli altri capelli per non far notare troppo il distacco di colore.

La tonalità sarà molto naturale, che ricrea l’effetto dei capelli schiariti naturalmente dal sole.

Il risultato inoltre è decisamente molto diverso dai classici colpi di sole e dalle méches che creano delle ciocche più chiare che si distaccano totalmente dal colore di base.

Balayage

(foto:Web
(foto:Web

Sono sempre ciocche selezionate e scolorate, molto chiare. Crea un contrasto piuttosto netto, ma comunque naturale.

I capelli vengono così schiariti di alcuni toni in modo meno evidente sulle radici e più marcato sulle lunghezze e le punte.

Circa venti anni fa, un trattamento balayage consisteva in una vera e propria decolorazione di tutta la capigliatura di circa un tono più basso.

Ora, al contrario, si parla di balayage solo quando si vogliono schiarire le punte e lunghezze, per regalare riflessi chiari ma non troppo impegnativi.