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Criosauna: a cosa serve e come funziona

La criosauna usa azoto liquido a una temperatura di circa -190°: lo shock termico promette grandi risultati come terapia curativa e trattamento estetico.
criosauna

La criosauna è un trattamento nato in Giappone alla fine degli anni Settanta, giunto poi negli Stati Uniti e in Polonia, dove è addirittura rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. Ultimamente è molto in voga anche in Italia, dove diversi centri offrono questo servizio.

Si svolge all’interno di grandi cilindri di acciaio aperti nella parte superiore: il paziente entra nudo lasciando fuori solo la testa. Alla semplice pressione di un tasto si viene avvolti da una nube fredda e secca di azoto alla temperatura di 150-190°C sotto zero. Una seduta dura pochi minuti: una ricerca pubblicata sul Journal of Thermal Biology ha dimostrato che una durata superiore ai 150 secondi non aumenta i benefici, ma solo il disagio termico.

La criosauna promette grandi risultati sulla salute di tutto l’organismo. Combatte:

  • lombalgia, sciatalgia, cervicalgia
  • psoriasi e dermatite
  • malattie croniche delle articolazioni
  • artriti e atrosi
  • traumi di tendini e muscoli

Sotto gli aspetti dell’estetica e del benessere:

  • facilita il ringiovanimento cellulare
  • rafforza capelli e unghie
  • stimola il metabolismo
  • agisce sugli accumuli adiposi localizzati
  • riduce lo stress e migliora il sonno e l’umore
  • incrementa la produzione di collagene

La tecnica è molto usata dagli sportivi per prevenire infiammazioni e curare i postumi di traumi e fratture. Si sono sottoposti a crioterapia l’atleta NBA LeBron James, la maratoneta Paula Radcliffe, il pugile Floyd Mayweather e il calciatore Cristiano Ronaldo. Quest’ultimo possiede addirittura una cabina in casa.

Ma non solo sportivi: a quanto pare la moda ha contagiato anche alcuni attori come Demi Moore, Jessica Alba, Sandra Bullock e Will Smith.

Il meccanismo alla base della criosauna: la crioterapia

Crioterapia deriva dal greco e significa “cura con il freddo“. Quando il corpo viene esposto ad un notevole sbalzo termico, i recettori della temperatura localizzati nella nostra pelle allertano subito l’ipotalamo. Quest’ultimo è la parte dell’encefalo addetta alle funzioni vegetative, tra cui anche la regolazione della temperatura corporea.

Avvertendo l’anomalia il cervello attiva subito una serie di risposte fisiologiche benefiche, con lo scopo di contrastare il freddo. Il sangue viene pompato nelle zone centrali del corpo per proteggere gli organi vitali e nello stesso momento si rilasciano serotonina e ormone ACTH (inibitore del dolore e dell’infiammazione). Poi il sangue pieno di ossigeno ed enzimi va ad irrorare i tessuti periferici del corpo, i vasi sanguigni si dilatano e il flusso sanguigno trascina via con sé le tossine. L’aumento della microcircolazione favorisce la rigenerazione cellulare e stimola la produzione di elastina e collagene.

Tutto ciò, unito al rilascio di endorfine, porta la persona in uno stato di benessere e gratificazione.

Criosauna: precauzioni e controindicazioni

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Fonte: Istock

La Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense che vigila su farmaci, terapie e salute, non ha mai riconosciuto ufficialmente benefici alla criosauna. Soprattutto quelli legati al dimagrimento e al ringiovanimento non avrebbero alcuna evidenza scientifica alla base. Eppure il successo di questo trattamento è in costante aumento, tanto che nei centri specializzati si pagano oltre 100 dollari a seduta.

Prima di sottoporsi a un trattamento come questo è bene consultare un medico ed accertarsi di essere nelle condizioni fisiche adatte per poterlo tollerare. Basti pensare che, avendo un essere umano una temperatura corporea di circa 37°, un così brusco abbassamento sotto zero potrebbe portare addirittura all’arresto cardiaco.

Le controindicazioni principali della criosauna, infatti, riguardano soprattutto persone affette da cardiopatie, ma anche con infezioni, gravi problemi respiratori, ipersensibili al freddo o donne incinte. Alcuni effetti collaterali sono di tipo dermatologico: è possibile che, dopo essersi sottoposti al trattamento, compaiano sulla pelle vesciche o bolle siero-ematiche. Le prime scompaiono da sole nell’arco delle 24 ore successive. Per le seconde, solitamente si consiglia l’applicazione di una crema antibiotica per alcuni giorni dopo la seduta di crioterapia.

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