Usando prodotti per migliorare la salute della pelle, può capitare che, per un periodo di tempo limitato, accada il contrario. Ovvero, si assiste alla comparsa di brufoli, punti neri, ma anche infiammazioni più ampie e gravi. Si tratta dello skin purging, una reazione naturale della pelle all’utilizzo di alcuni principi attivi presenti nei prodotti esfolianti e purificanti.

In questi casi non bisogna quindi farsi prendere dal panico, e comprendere innanzitutto la causa scatenante, che può essere un articolo beauty nuovo mai usato in precedenza, una crema per curare l’acne o che contiene acidi esfolianti. Per seconda cosa, è importante riconoscere che si tratta di una condizione naturale, con la quale la pelle sta cercando di ritrovare il suo equilibrio.

Vediamo meglio di cosa si tratta e alcuni rimedi per lo skin purging.

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Cos’è lo skin purging?

Il termine inglese skin purging fa riferimento allo “spurgare della pelle“, ovvero a un meccanismo con cui la cute si auto-purifica, entrando in contatto con prodotti nuovi inseriti nella beauty routine. Si tratta in particolare di prodotti esfolianti che contengono alcuni acidi, tra cui i più comuni sono i retinoidi usati per stimolare la rigenerazione cellulare, l’idratazione e combattere l’eccessiva produzione di sebo.

Lo skin purging è una reazione naturale della pelle, che può verificarsi ad esempio anche quando si inserisce un prodotto diverso nella skin care quotidiana, oppure con il cambio stagione. Pertanto non esiste un modo per prevenirlo o evitare che accada, ma è necessario lasciare che il processo di spurgo prosegua. La durata di questo fenomeno può andare dalle 4 alle 6 settimane circa, durante le quali è bene curare la pelle in maniera delicata, proteggendola da ulteriore stress.

Le cause dello skin purging

skin purging
Fonte: Web

Come abbiamo detto in precedenza, il principale fattore che scatena lo skin purging si può ritrovare nell’utilizzo di un nuovo prodotto esfoliante nella skin care quotidiana. Alcuni prodotti infatti contengono acidi chiamati retinoidi. Il più comune è il retinolo, un derivato della vitamina A che ha proprietà rigenerative per le cellule della pelle, oltre che utile a idratare e contrastare la produzione di sebo per le pelli grasse. Ma anche la tretinoina topica, utile invece contro l’acne.

La cute reagisce provocando un’infiammazione temporanea alla sollecitazione dell’acido esfoliante. È proprio questa reazione che si manifesta con brufoli, punti neri, ma anche vescicole. Sebbene questa sia la causa primaria, lo stesso fenomeno si può presentare anche se si utilizza un nuovo prodotto diverso nella cura della pelle, con principi attivi differenti da quelli a cui la pelle è abituata.

Ma anche ad esempio con l’utilizzo di creme e altri articoli per la cura dell’acne, che solitamente funzionano proprio scatenando una reazione che inizialmente sembra peggiorare la situazione, per poi invece riequilibrare la pelle. Talvolta, anche cambiamenti climatici e stagionali possono stressare la pelle provocando il meccanismo dello spurgo, con cui la pelle si difende e cerca di pulirsi in profondità. Ad esempio l’aumento o la diminuzione repentina delle temperature, e altri agenti atmosferici.

Come si manifesta lo skin purging?

Lo skin purging si manifesta come un vero e proprio spurgo della pelle, di conseguenza può presentarsi in diversi modi, principalmente con brufoli, papule, ovvero rigonfiamenti privi di pus, e punti neri, ma anche con altre infiammazioni più evidenti e dolorose. Infatti si possono manifestare pustole e vescicole, che compaiono maggiormente nelle zone colpite solitamente dall’acne per la presenza di una produzione maggiore di sebo. Quindi si parla dell’area della fronte, del mento e delle guance.

In presenza di acidi esfolianti o sostanze particolari, la pelle deve adattarsi e ritrovare il suo equilibrio, in particolare quello della produzione di sebo. Che in questi casi aumenta repentinamente, prima di diminuire. La pelle reagisce al contatto di questi acidi e alla rinnovazione cellulare, che elimina quelle morte, buttando fuori ed eliminando le impurità, lo sporco e il sebo in eccesso. E lo fa andando a prendere queste sostanze in profondità e riportandole in superficie, in modo che vengano fuori.

I rimedi allo skin purging

Abbiamo detto che lo skin purging è un fenomeno naturale e di conseguenza normale in alcuni casi. È assolutamente sconsigliato quindi infierire con ulteriori prodotti per migliorare la situazione, come detergenti e creme aggressive. Questi prodotti infatti non farebbero altro che scatenare una reazione ancora più forte. Esistono invece alcuni rimedi delicati ed efficaci, per far passare le manifestazioni dello skin purging in qualche settimana. Se non si fa niente infatti abbiamo visto che può durare anche più di un mese.

Attenzione però, i rimedi servono solamente per curare le manifestazioni dolorose, che recano fastidi importanti. Infatti, come le campagne di skin positivity ci stanno insegnando negli ultimi anni, l’acne, i brufoli e qualsiasi infiammazione della pelle, specialmente se passeggera e naturale come quella dello skin purging, non deve essere necessariamente mascherata e corretta perché brutta da vedere e spaventa gli altri. Anzi, coprire la pelle con make-up pesanti fa l’effetto contrario e non è per niente salutare.

Il rimedio migliore contro lo skin purging è una più attenta cura della pelle, almeno nel periodo più intenso. Una cosa importante da fare è detergere il viso in due step, la prima parte utilizzando un prodotto a base oleosa, la seconda con detergente a base acquosa, utilizzando prodotti adatti a questo tipo di pulizia.

Lo struccante bifasico si adatta perfettamente a questa occasione. Molto efficaci sono anche cosmetici che contengono lenitivi naturali e per questo delicati, come la camomilla e la calendula.

Tra gli ingredienti più consigliati c’è anche l’hamamelis, o amamelide, che elimina l’accumulo di liquidi nell’organismo, tra cui anche le tossine. In più è ricco di tannini, sostanze con proprietà antinfiammatorie, ideale per trattare le infiammazioni.

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