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Skin gritting, come funziona il trattamento che fa "uscire" i punti neri da soli

Avete mai provato lo skin gritting? Non aspettatevi miracoli, questa tecnica per eliminare i punti neri funziona ed è molto efficace, ma dovete armarvi di pazienza... E sopportare un po' di dolore, soprattutto se avete la pelle delicata!

Uno dei più grandi crucci delle donne, per quanto riguarda il viso, che di diritto va di pari passo con i brufoli, riguarda i punti neri. Ovvero quell’nestetismo che si manifesta principalmente su naso, fronte, e mento, quando la pelle diventa particolarmente grassa, i pori si dilatano e il sebo ostruisce la normale respirazione della cute, generando appunto il comedone (nome scientifico).

Di rimedi, più o meno validi, nel tempo ne abbiamo sentiti moltissimi, ma da qualche mese si parla in termini entusiasti di un nuovo metodo rivoluzionario per eliminare i punti neri pulendo perfettamente la pelle, che risponde al nome di skin gritting. Secondo molti questa tecnica riuscirebbe letteralmente a far uscire da soli i punti neri. Fermo restando che occorre avere aspettative realistiche e non aspettarsi miracoli, ecco come funziona questa tecnica.

Cosa è lo skin gritting

Il fulcro della tecnica consiste nell’unione di due metodi di pulizia della pelle già noti, l’oil wash e la maschera all’argilla (o al carbone). Il primo è un metodo di pulizia della pelle che utilizza l’olio e lavora secondo il principio per cui una sostanza oleosa riesce a sciogliere l’unto e la sporcizia della pelle in quanto affini, mentre la maschera all’argilla ha un potere purificante sulla pelle. Lo skin gritting si propone quindi di unire questi due metodi e di alternarli in 3 step consecutivi:

  • si applica sul viso l’olio detergente;
  • si stende la maschera all’argilla;
  • si riapplica l’olio che va massaggiato a lungo.

Durante questo procedimento i punti neri, ammorbiditi dall’olio e sollecitati dal movimento, dovrebbero uscire senza troppa fatica. Mentre massaggiate il viso dovreste percepire sotto ai polpastrelli dei granellini, dato che grit in inglese significa proprio “granello”, ovvero la sporcizia che viene in superficie. Per fare uscire i punti neri, però, è necessario premere dolcemente la pelle.

Come si fa lo skin gritting: le “istruzioni” passo passo

skin gritting come si fa
Fonte: web

Per fare lo skin gritting dovrete armarvi di un olio di pulizia (vanno benissimo anche oli naturali come l’olio di oliva o l’olio di argan, anche mescolati insieme) in diverse quantità, circa un cucchiaio per il primo step e un altro cucchiaio per il terzo, di un panno in microfibra e di una maschera all’argilla o al carbone.

Il primo passo sarà quindi applicare l’olio sul viso, su una pelle struccata e pulita, per poi massaggiare per qualche minuto. Non è sufficiente applicare l’olio, bisogna massaggiarlo con movimenti circolari per circa 5 minuti, in modo che penetri nei pori e inizi a sciogliere le impurità. Già durante questa prima fase potreste iniziare a percepire dei granellini sotto i polpastrelli: sono le impurità che iniziano a uscire per azione dell’olio e del movimento. Trascorsi i 5 minuti, togliere l’eccesso di olio con un panno in microfibra.

Dopodiché, potete passare a stendere la maschera purificante, sulla pelle del viso perfettamente asciutta; fate agire la maschera per il tempo necessario affinché si secchi, solitamente è sufficiente lasciare in posa per 10-15 minuti, quindi risciacquate la maschera con acqua tiepida e lasciate il viso umido.

Riapplicate l’olio abbondantemente sulla pelle umida e massaggiatelo con movimenti circolari ed energici per circa 10 minuti. Questo è davvero il momento “fatidico” in cui si scopre se i granellini salgono in superficie. Grazie al massaggio con l’olio dovreste infatti cominciare a sentire le impurità che escono, anche se, vale la pena chiarirlo, questo succede solo con le impurità più piccole e superficiali, poiché i punti neri veri e propri hanno comunque bisogno di una leggera pressione o strizzatura per uscire dalla loro sede e liberare i pori.

Quando vi sembra che la pelle sia pulita, risciacquate l’olio con acqua tiepida e ripassate molto delicatamente il panno in microfibra per togliere i residui di untuosità. Dovete essere estremamente delicate e veloci in questo ultimo passaggio, perché la pelle a questo punto sarà già stata molto sollecitata dai vari massaggi e sfregamenti, quindi non dobbiamo stressarla ulteriormente. Se lo ritenete opportuno, potete anche applicare un po’ di tonico astringente per chiudere i pori.

È sempre consigliabile effettuare la pulizia del viso la sera, prima di andare a dormire, in modo che durante la notte la pelle potrà recuperare dal naturale arrossamento causato dal trattamento e non sarà esposta a smog o trucco.

Lo skin gritting funziona?

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, lo skin gritting è senza alcun dubbio un metodo di pulizia del viso efficace, ma non bisogna aspettarsi i miracoli sui punti neri. Spesso in rete si trovano foto che mostrano risultati sbalorditivi, ma non bisogna lasciarsi ingannare: molte volte si tratta infatti di foto modificate ad hoc o di semplici fotomontaggi. I risultati, sostanzialmente dipendono dallo stato della pelle, dai trattamenti estetici professionali cui la sottoponiamo, dalla sua consistenza generale. Certamente si tratta di una tecnica piuttosto aggressiva, che può irritare e arrossare la pelle, soprattutto se sensibile e delicata.

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