
Glass skin, la pelle "effetto vetro": la skincare giusta per averla
I segreti della glass skin e gli step per ottenere un incarnato liscio, luminoso e levigato puntando alla salute della pelle

I segreti della glass skin e gli step per ottenere un incarnato liscio, luminoso e levigato puntando alla salute della pelle

Se a prima vista la glass skin evoca un’immagine di perfezione quasi irraggiungibile, la chiave per conquistarla risiede in una tecnica fondamentale della K-beauty: il layering (o stratificazione). Dimentica le singole creme pesanti o le formule miracolose “tutto in uno”: il segreto non sta nell’usare un singolo prodotto ricchissimo, bensì nell’applicare più strati leggeri e mirati di idratazione, dai più fluidi ai più densi.
Questo approccio graduale permette agli attivi (come acido ialuronico, centella asiatica, ceramidi e niacinamide) di penetrare in profondità senza appesantire i pori, dissetando la pelle livello dopo livello. Invece di creare un film artificiale sulla superficie, il layering rafforza progressivamente la barriera cutanea, garantendo quella luminosità naturale, turgida e tridimensionale che definisce la vera pelle di vetro. Scopriamo allora come ottenere la glass skin!

Come anticipato, la glass skin si fonda essenzialmente sulla stratificazione di prodotti mirati che, in fondo, sono proprio quelli che identificano i vari step della skincare coreana ovvero:
Per ottenere una pelle luminosa e visibilmente idrata possiamo anche scegliere formulazioni con principi attivi particolari, come vedremo. Qui di seguito – step by step – ecco la guida da seguire per avere la glass skin.
Le sostanze con cui il nostro viso viene a contatto quotidianamente sono di due tipi: ci sono sostanze lipofile come sebo e make up, ma anche sostanze idrosolubili come inquinamento e sudore. Per questa ragione un solo detergente non basta e quindi ne occorre uno a base d’olio (per detergere dalle sostanze lipofile) e uno a base d’acqua (per detergere dalle sostanze idrosolubili). Insomma, si tratta del concetto – ormai abbastanza noto – della doppia detersione, che rappresenta a tutti gli effetti il primo step per ottenere la glass skin.
Quanto ai prodotti da privilegiare, più che puntare a una “linea specifica”, la chiave è scegliere prodotti che puliscano la pelle senza alterare il pH e il mantello idrolipidico. Una detersione corretta lascia la pelle elastica, idratata e pronta ad assorbire i successivi strati di toner ed essenze. Qui di seguito qualche suggerimento.

La “pelle di vetro” richiede una superficie perfettamente liscia e uniforme per riflettere la luce: quando le cellule morte si accumulano, la pelle appare opaca, ruvida e disomogenea, vanificando l’effetto degli idratanti successivi. Ecco perché l’esfoliazione è un passaggio cruciale per ottenere la glass skin, con l’avvertenza che non si tratta di uno step quotidiano e va fatta al massimo un paio di volte a settimana. Inoltre non deve essere mai aggressiva.
Meglio non utilizzare gli scrub fisici con microgranuli, che possono lesionare la pelle, e prediligere i migliori esfolianti viso chimici o enzimatici. Qui di seguito un suggerimento.
Dopo l’esfoliazione, occorre un passaggio che lenisca la pelle, attraverso l’utilizzo di un tonico con funzione idratante, per riequilibrare il pH e riparare la barriera cutanea e levigare al tempo stesso. Non solo: prodotti di questo tipo preparano anche alle fasi successive della glass skin. Quello di Haruharu Wonder al riso nero e acido ialuronico che suggeriamo qui sotto è un vero e proprio cult di settore.
La fase della riparazione è fondamentale per ottenere la glass skin: il siero, insomma, non è uno step che si può saltare. Il siero nutre la pelle e, in base alla formulazione scelta, può anche illuminarla per dare il tanto ricercato effetto vetro. Sono sufficienti poche gocce picchiettate sulla cute, fino al completo assorbimento del prodotto.
La fase dell’idratazione è fondamentale quando si parla di layering: è infatti il passaggio che permette di sigillare i precedenti prodotti. La crema idratante nutre la pelle e al contempo permette agli altri strati di agire per donare, alla fine, la glass skin. Le creme idratanti coreane sono tantissime e molto varie. Sarebbe meglio evitare però con finitura opaca o effetto mat (che vanno nella direzione opposta della glass skin), e soprattutto formule con elevata presenza di siliconi occlusivi e cere pesanti. Inoltre è bene scegliere formulazioni leggere o in gel per le pelli grasse, e le emulsioni più nutrienti per pelli secche o normali. Qui sotto un suggerimento.
Non dovremmo mai dimenticare di applicare la crema solare, perché una pelle sana è una pelle che si protegge dal sole. Si tratta dell’ultimo step della routine per glass skin, da completare dopo l’applicazione dalla crema idratante. Si applica prima di uscire di casa e, in caso di giornate molto soleggiate trascorse all’aperto, si possono fare più applicazioni giornaliere (anche con un comodo stick solare).

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds