Un anno e mezzo fa ho deciso di non radermi di più, e penso che sia stata la decisione migliore che avrei potuto prendere. Prima di prendere questa decisione ero consapevole di avere i peli, e stavo male quando crescevano.

Non potevo indossare pantaloncini o abiti corti perché tutti avrebbero visto i miei peli e io mi sentivo imbarazzata, tutti avrebbero notato che ero ‘pelosa’ e che mi avrebbero giudicata.

Non mi è mai piaciuto depilarmi, mi dava fastidio il pensiero di dover andare, di dover pagare e di dover sopportare il dolore della ceretta, però andavo ugualmente, perché altrimenti mi sarei sentita ‘poco femminile’. Ero molto consapevole dell’idea che sarei stata giudicata perché per le mie amiche, che si lamentavano sempre di avere i peli, era un male non depilarsi, ma poi c’è stato un momento in cui mi sono concentrata su ciò che volevo io, e non su ciò che la gente pensava.

E ho deciso che se non mi piaceva radermi, non dovevo farlo, perché alla fine importa solo come mi sento io con il mio corpo, non quello che la gente pensa di lui.

Dal momento in cui ho smesso di depilarmi la verità è che mi sento un po’ più libera, mi sento più me stessa e mi amo di più. Personalmente mi sento di raccomandare a tutte le ragazze di non depilarsi, perché è davvero liberatorio, non dico che chi lo fa sbaglia, ma voglio solo ricordarvi che la ceretta è un’opzione e non un obbligo”.

Ci sarà sempre chi si schiererà dalla parte di un corpo perfettamente depilato,  e chi invece affermerà con decisione il diritto delle donne di abbandonare cerette e rasoi senza per questo sentirsi giudicate. Ed è giusto che le due opinioni vengano portate avanti, con libertà e rispetto reciproco. Perché il problema, come sottolinea la giovane influencer e make up artist Astrid Macias nel suo post, non è scegliere di avere i peli o no, ma avere l’opportunità di decidere per il proprio corpo senza essere sottoposte a critiche o giudizi.

Del resto, negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria “ribellione”, anche tra molte star, rispetto alla tirannia della ceretta, mentre sui social, all’inizio del 2019, è stato persino lanciato un hashtag per ribadire la libertà di non depilarsi, chiamato, in maniera molto calzante, #januhairy.

Januhairy: perché anche le donne che si depilano smettono di farlo

Ma il fatto non è necessariamente schierarsi, o dichiarare come ci si senta più a proprio agio. Lo scopo di post come quelli di Astrid è far comprendere alle donne – ma non solo – che il rispetto per se stesse parte proprio dall’ascoltare ciò che si vuole e che si ritiene meglio per sé, indipendentemente da ciò che la società si aspetta da noi, ci richiede o, talvolta, addirittura ci impone.

Ben vengano quindi le donne che non si depilano, così come benvenute sono le donne che invece lo fanno; purché tutto sia fatto per assecondare la propria volontà, e non quella altrui.

 

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