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Le cause dell'ipertricosi, da non confondere con l'irsutismo

Irsutismo e ipertricosi sono due cose ben diverse: si tratta sempre di peli in eccesso sul corpo, ma le cause e i trattamenti per curare i due problemi sono estremamente diversi...
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Fonte: web

Anche se ne abbiamo sentito parlare spesso, forse non tutti sanno che l’aumento localizzato o generalizzato dei peli corporei ha un nome ben preciso: si chiama ipertricosi.

Ipertricosi e irsutismo

L’ipertricosi è appunto l’aumento localizzato o generalizzato dei peli corporei, da non confondere, come spesso accade, con l’irsutismo, con cui si intende invece una condizione caratterizzata dall’anomala presenza di pelo terminale in parti del corpo dove normalmente, nel sesso femminile, è assente. Se entrambi i fenomeni riguardano i peli del corpo, e spesso coinvolgono più le donne che gli uomini, sono tuttavia ben differenti e richiedono trattamenti diversi.

Le cause dell’ipertricosi femminile

Colpendo più le donne che gli uomini, quasi esclusivamente le donne, le cause dell’ipertricosi non possono che essere strettamente legate al sesso femminile. La sindrome dell’ovaio policistico, il tumore dell’ovaio o alla tiroide, l’ipotiroidismo e anche l’anoressia nervosa rientrano perciò tra i fattori scatenanti del problema.
Si può soffrire di ipertricosi dalla nascita, ma può anche capitare che questo disturbo spunti crescendo, spesso a causa di trattamenti farmacologici, ad esempio se si assumono minoxidil, ciclosporina e corticosteroidi per via sistemica o topica.
Anche l’iponutrizione può tuttavia portare all’aumento di peli in aree localizzate, esattamente come per la già citata anoressia e per le sindromi paraneoplastiche, oppure per alcune malattie metaboliche, le porfirie in primis.

Ci sono poi delle patologie che comprendono l’ipertricosi tra i propri sintomi, che tuttavia non rappresenta il fattore più grave: ad esempio, si può presentare in caso di lesioni cerebrali traumatiche, dermatomiosite, infezione da HIV avanzata.

Possono però comparire segni di ipertricosi anche quando si subiscono ripetuti traumi cutanei o infiammazioni.

Acromegalia, ovaio policistico, morbo di Cushing, sindrome surrenogenitale sono solo alcune delle cause dell’ipertricosi femminile, oltre a determinati tipi di tumore, all’aumento di sensibilità agli androgeni, ipotiroidismo, ipertiroidismo e obesità. Non vanno inoltre dimenticati i fattori genetici, anche associati a quelli di tipo ormonale.

Ipertricosi: i sintomi

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Fonte: web

Per descrivere i sintomi dell’ipertricosi è importante fare un confronto proprio con l’irsutismo e capire quali sono le differenze: ad esempio quest’ultimo si concentra prevalentemente sulle zone del corpo che di solito sono glabre, come il viso, il basso addome, le spalle e la schiena, a differenza dell’ipertricosi che si può estendere ovunque, amplificando la presenza di peli anche dove già sono presenti.

Le cure per l’ipetricosi

Come detto, anche i trattamenti per ipertricosi e irsutismo sono diversi: per bloccare e curare la prima è necessario intervenire su ciò che la causa. Se il motivo è legato all’assunzione di farmaci, o occorre necessariamente valutare l’ipotesi di sospenderli o sostituirli, consultando il proprio medico. Ci sono anche persone che ricorrono a un intervento chirurgico per la rimozione dei peli, come ad esempio la depilazione definitiva con il laser.

Anche l’alimentazione è estremamente importante per tenere sotto controlli i peli superflui, la dieta consigliata è quella ricca di frutta e verdura, sempre affiancata da una regolare attività fisica.

Per un trattamento farmacologico si possono assumere farmaci di tipo ormonale, o pillole che riescano a ridurre la proliferazione dei follicoli piliferi.

Per l’irsutismo, invece, la terapia farmacologica dipende dai fattori che l’hanno provocato e, a seconda dei casi, può essere impiegata da sola o in associazione ad altri trattamenti, come chirurgia o trattamenti, estetici.
Gli irsutismi dovuti a tumori che producono ormoni androgeni, sia delle ovaie sia della corticale del surrene, necessitano di un intervento chirurgico, associato o meno alla chemioterapia; quelli che dipendono da patologie surrenali non tumorali, sono da trattare con il cortisone, associato o meno a dei farmaci anti-androgeni, come il ciproterone acetato o l’aldactone.

Generalmente, sono necessari almeno 6 mesi di trattamento per giudicare l’efficacia del farmaco, dopodiché esso può durare indefinitamente, a meno che l’irsutismo, dopo una iniziale riduzione, si stabilizzi.
Anche metodi meccanici per la riduzione dei peli, come l’elettrocoagulazione, possono accelerare il successo della terapia farmacologica.

Tuttavia, val la pena sottolineare che, con le terapie attualmente a disposizione, l’irsutismo può essere ridotto ma non sradicato.