Dreadlocks: dal significato alla guida per farli

Dreadlocks: dal significato alla guida per farli
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Lunghi o corti, con perline o con anellini infilati all’interno, colorati, raccolti sulla testa, abbinati a treccine: sicuramente i dreadlocks sono un modo alternativo di portare i capelli su cui, tra l’altro, circolano anche diverse credenze e leggende metropolitane. Si tratta, spesso, solo di banali stereotipi che nulla hanno a che vedere, il più delle volte, con il semplice gusto estetico che è alla base della loro realizzazione. Prima di capire come si fanno, scopriamo la storia e il significato dei dreadlocks.

 

Dreadlocks: storia e significato

Esistono prove certe dell’esistenza dei dreadlock nella cultura egizia, in particolare i uso tra i faraoni, come dimostrano documenti riferiti a Re Tut, ritratto con questi capelli. Anche Ebrei e Celti ne facevano uso, fino agli Indù orientali e le tribù africane, dove i guerrieri acconciavano i capelli in questo modo per intimidire i rivali.

La popolarità dei dreadlocks si deve però essenzialmente all’area della Giamaica quando a inizi anni Trenta sono diventati il simbolo degli appartenenti al Rastafarianesimo, movimento religioso nato tra la popolazione nera e incentrato sulla figura dell’imperatore d’Etiopia Ras Tafari, primo profeta.

Per i Rastafariani i capelli sono un’espressione del potere spirituale degli uomini e del riavvicinamento a Dio e anche un modo di seguire i precetti biblici, che più volte fanno riferimento all’importanza dei capelli. Inoltre, i dreadlock ricordano la criniera del leone, simbolo della tribù da cui discendeva l’imperatore. Ma non finisce qui, perché il significato dei dreadlocks varia in base alla cultura di riferimento o ai cicli storici.

  • Significato nel Rastafarianesimo: come anticipato, per i Rasta, i “locks” simboleggiano la Criniera del Leone di Giuda (riferimento all’Imperatore Haile Selassie I). Rappresentano la ribellione contro “Babilonia” (il sistema oppressivo occidentale) e un ritorno alle radici africane. Spesso sono legati al voto nazireo della Bibbia, che proibisce di tagliare i capelli.
  • Significato nell’induismo: i Saddhu (uomini sacri in India) portano i dreadlocks, chiamati jata. Per loro, i capelli intrecciati simboleggiano il controllo dei sensi e la devozione al dio Shiva, che viene spesso raffigurato con lunghe ciocche aggrovigliate che imbrigliano il fiume Gange.
  • Significato per i Masai: in alcune tribù africane, come i Maasai in Kenya, i guerrieri portano sottili dreadlocks tinti con l’ocra come segno di forza, coraggio e status sociale.
  • Significato per il black pride negli anni ’60 e 70: portare i capelli al naturale (inclusi i dreads) divenne un potente simbolo politico di accettazione della propria bellezza naturale contro gli standard estetici eurocentrici.

Dreadlocks o “rasta”: qual è la differenza?

Dreadlocks e rasta sono la stessa cosa? A livello estetico rappresentano la stessa acconciatura e lo stesso modo di trattare i capelli. A livello sostanziale e semantico, però, i due termini non sono sinonimi anche se spesso vengono utilizzati come tale.

Quelli che comunemente vengono chiamati capelli rasta dovrebbero infatti essere chiamati deadlocks. Il motivo si può evincere dal precedente paragrafo: il termine rasta è l’abbreviazione di Rastafari, che indica i credenti del Rastafarianesimo che erano soliti portare questa capigliatura. Uno degli esponenti del movimento, icona del movimento Rasta, è Bob Marley, che ha contribuito alla sua diffusione e che ha portato i dreadlocks per tutta la vita.

Come si fanno i dreadlocks?

I dreadlock sono simili a trecce, ma ogni ciocca è costituita da capelli “annodati”, che non possono essere sciolti. Si realizzano con più facilità su capelli tendenti al crespo, motivo per cui si sconsiglia, prima della realizzazione, di applicare prodotti idratanti come balsami o maschere. Qui sotto trovi il procedimento spiegato passo passo:

  1. Lavare i capelli
  2. Suddividere i capelli in ciocche, separandole poi con piccoli elastici
  3. Pettinare ogni ciocca andando a creare un effetto cotonato
  4. Rigirare le ciocche tra le dita, singolarmente, aiutandosi con un’apposita cera per capelli
  5. Per dare a ogni dread la giusta consistenza ci si può aiutare con un uncinetto a punta piccola e andare così ad annodare ulteriormente i capelli: partendo dalla radice si inserisce l’uncinetto nella ciocca e si aggancia una piccola porzione di capelli con la punta, procedendo poi annodando il resto del dreadlock intorno all’uncinetto, tenendolo perpendicolare rispetto alla ciocca.
    Il procedimento va ripetuto su tutta la testa
  6. Rimuovere gli elastici alla fine dell’operazione

Per chi non volesse procedere alla realizzazione dei dread sui propri capelli ma avesse comunque la curiosità di sperimentare questo look, esistono anche extension fatte di capelli naturali o sintetici, da applicare occasionalmente con clip oppure con cuciture, per un effetto più duraturo nel tempo.

Domande e risposte sui dreadlocks

Ora che abbiamo scoperto il molteplice significato dei dreadlocks e il procedimento per realizzarli a casa andiamo a rispondere alle più frequenti domande su questo hairstyle: è vero che i dreadlocks sono sempre sporchi? Come si possono lavare? Ed è vero che rovinano i capelli? Ecco le principali faq qui sotto.

1. I dreadlock sono sempre sporchi?

Questa è una delle domande più gettonate in merito, frutto più che altro di una leggenda metropolitana secondo cui chi li porta non potrebbe lavare i capelli, per non rovinarli. Ma invece, è solo un falso luogo comune. I capelli con dreadlock si possono lavare con shampoo non schiumogeni, preferibilmente a base di erbe (reperibili in farmacia), i più delicati sul cuoio capelluto.

Invece è sconsigliato applicare il balsamo, che potrebbe lasciare residui nei capelli, antiestetiche macchie biancastre o incrostazioni di prodotto.

Sconsigliate anche le maschere idratanti, che andrebbero a sciogliere i dread. L’ultimo risciacquo andrebbe fatto con acqua fredda, che aiuta a stringere i nodi, oppure con acqua e aceto, per sgrassarli e lucidarli. Per quanto riguarda l’asciugatura, meglio procedere a bassa temperatura e a velocità moderata.

2. È vero i dreadlocks rovinano i capelli?

Qualcuno ritiene che i dread causino la calvizie, ma anche in questo caso non è dimostrata la correlazione: i dreadlocks richiedono solo qualche accortezza in più, ma la loro pericolosità è, come la loro sporcizia, solo frutto di cattiva informazione. I dread vanno solo trattati adeguatamente.

Il sapone di Marsiglia è molto indicato per mantenerli compatti, così come  gli oli secchi e l’olio essenziale di timo, da diluire in acqua e distribuire (o vaporizzare) sulla testa. L’impiego di strani composti di miele, zucchero, lacca, colla o addirittura dentifricio è solamente una falsa credenza.

3. Chi ha i capelli corti o sottili può fare i dread?

Molti pensano che per realizzarli servano capelli lunghi e crespi: ma può farli anche chi li ha corti o sottili? Sì, normalmente si possono fare già su ciocche di almeno 3 cm di lunghezza e non è necessario un capello afro di partenza. Su capelli lisci l’importante è impiegare una buona tecnica e non utilizzare prodotti sbagliati (idratanti o districanti).

4. Ma i dread sono per sempre?

Ci sono persone che riescono a portarli anche per anni, arrivando a capelli lunghissimi. In quel caso, diventando anche particolarmente pesanti, si consiglia di tenerli legati soprattutto da bagnati, per non sforzare le basi.

E a proposito delle basi, non è obbligatorio tagliare tutti i dread, una volta che ci si è stancati di averli sulla testa. Basta smettere di rifare le basi un paio di mesi per iniziare ad avere i primi centimetri di capelli “liberi”. Per “scioglierli” si procede con impacchi di balsamo e di olio di oliva: per un po’ può capitare che i capelli crescano “girati” come all’interno di un dread, ma poi la crescita procede regolarmente.