Come il CBD presente nella cannabis può aiutarti con l’acne e la psoriasi - Roba da Donne

Come il CBD presente nella cannabis può aiutarti con l’acne e la psoriasi

Sapevate che il CBD, il cannabidiolo contenuto in canapa e cannabis, può essere un valido alleato contro acne e psoriasi? Ecco tutto quello che c'è da sapere.

La pelle è il nostro biglietto da visita, e a tutti noi farebbe piacere mostrare un incarnato luminoso e senza imperfezioni. Va da sé, non sempre è possibile, ma esistono delle patologie della pelle che possono originare da particolari situazioni della nostra vita – momenti di forte stress o semplicemente la crescita – o da altre ragioni dermatologiche, che possono avere effetti antiestetici anche gravi, arrivando a creare disagio sociale in alcune persone.

Chi soffre di problemi particolari come acne o psoriasi, ad esempio, sa bene di cosa parliamo, essendo entrambi due disturbi che, pur privi di particolari complicazioni a livello clinico, possono inficiare notevolmente la qualità di vita di chi ne soffre, andando a ledere soprattutto l’autostima.
Chiunque abbia avuto o abbia manifestazioni di acne o psoriasi avrà probabilmente provato di tutto, dalle creme ai detergenti appositi, in alcuni casi senza reale successo, in altri con buoni risultati ma conseguenti all’applicazione di prodotti troppo aggressivi.
La ricerca scientifica, però, negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, riuscendo a combinare efficacia e soluzioni naturali, come nel caso  del CBD, una sostanza che è contenuta nella cannabis, di cui si parla sempre più frequentemente. E a ragion veduta.

Cos’è il CBD

Il cannabidiolo, più comunemente CBD, è un composto che si trova sia nelle piante di cannabis sia nelle piante di canapa, che è anche chiamato, in maniera più specifica, cannabinoide, alla pari di THC, CBG e CBN.

In particolare, CBD e THC, che è l’abbreviazione di tetraidrocannabinolo, sono i due più comuni e capaci di interagire con il corpo umano in modi unici.

Sebbene canapa e cannabis siano biologicamente correlati, la prima non produce i medesimi effetti psicoattivi della cannabis, ed è da sempre usata come materia prima, fonte di cibo e medicinale. Infatti, secondo la legislazione dell’Unione Europea, la coltivazione della canapa e la lavorazione delle colture con meno del 0.2% di THC sono legali in tutti gli Stati; la stessa World Health Organization ha assicurato che l’assunzione di CBD non comporta rischi di alcun genere per la salute.

Anzi, contrariamente a quanto molti pensano questa sostanza può avere benefici davvero interessanti sotto molti punti di vista, consentendo di alleviare e trattare disturbi e patologie di varia natura.

CBD e acne: i benefici per la salute della pelle

Il CBD aiuta a contrastare e ridurre le infiammazioni e la sensazione di dolore nel corpo, così come a conciliare il sonno o ad alleviare l’ansia. Ma molti benefici sono evidenti anche per quanto riguarda lo stato di salute della nostra pelle: sempre più composizioni cosmetiche naturali utilizzano infatti la molecola non psicoattiva del CBD, che ha un effetto nutriente e ricostituente dei tessuti cellulari essendo una sostanza estremamente ricca di acidi grassi omega-3, omega-6 e acido linoleico, elementi nutritivi estremamente preziosi per la capacità di stimolare la costruzione e protezione della barriera lipidica e l’efficacia delle fibre di elastina, che garantiscono tonicità, nutrimento e salute alla pelle.

Ma entriamo nello specifico di una delle patologie più diffuse della pelle: l’acne.
Per quanto riguarda l’acne, ad esempio, il CDB riesce ad attivare i recettori del sistema endocannabinoide largamente distribuiti a livello cutaneo, stabilizzando l’equilibrio della pelle. Nel 2014 la rivista Journal of Clinical Investigation (JCI) ha dimostrato che le molecole di CBD possono fungere da regolatori di produzione di sostanza oleosa nelle ghiandole cutanee; la loro azione, quindi, mira a normalizzare la produzione di sebo, senza disidratare la pelle.

Queste importanti scoperte hanno condotto sempre più brand a realizzare prodotti a base di CBD, nati proprio con l’intento di contrastare l’acne; unendo le molecole di cannabidiolo ad altri elementi, come la farina d’avena colloidale, o ispirandosi alla tecnologia liposomiale, come accade ad esempio nella crema al CBD di Canzon, la pelle risulta protetta e meno vulnerabile all’acne.

Ma questo non è il solo problema cutaneo che il CBD aiuta a contrastare.

CDB e psoriasi: un metodo naturale efficace

Anche nel caso della psoriasi l’azione regolatrice è il risultato della combinazione del cannabidiolo con il sistema endocannabinoide, una rete di mediatori e recettori che stimolano il sistema immunitario e interviene nella gestione delle infiammazioni. Queste molecole sembrano essere in grado di aiutare il corpo a riacquistare equilibrio, limitando le reazioni immotivate del sistema immunitario, come avviene appunto nella psoriasi, che è un disordine di crescita e di attività dei cheratinociti, le cellule più abbondanti nell’epidermide, curando contemporaneamente le infezioni.

Nella skincare per contrastare la psoriasi la parola d’ordine è prevenire la secchezza della pelle e non permettere agli agenti esterni di influenzarne lo stato; per lenire le irritazioni e la sensazione di prurito della pelle una crema a base di CBD e farina d’avena colloidale come quella di Canzon può rappresentare un’ottima soluzione, dato che in combinazione con i liposomi aiutano a migliorare la consegna e l’assorbimento del CBD nel corpo.

Utilizzare una crema topica a base di CBD, inoltre, permette di focalizzarsi maggiormente sulle aree problematiche, tranquilli del fatto che i composti attivi non potranno mai raggiungere il flusso sanguigno, venendo rapidamente assorbiti dalla pelle.

CBD, è legale? Ci sono dei rischi?

Come anticipato poc’anzi, il CBD è legale in Europa, anche se la scelta di consentire la vendita è lasciata dalla UE alla discrezionalità degli Stati; in Italia, il suo uso è regolato dalla legge 2 dicembre 2016, n. 242, che ha stabilito la possibilità di coltivare la canapa con un THC inferiore allo 0,2% che rientri nelle tipologie di semi previste dal catalogo europeo, con una tolleranza che può arrivare fino allo 0,6% , tenendo conto del fatto che il THC può variare in base alle temperature e al concime. È stata proprio la comunità scientifica a stabilire il limite massimo di THC a 0,6%, dichiarando che non ci sono effetti stupefacenti.

Qualche dubbio, però, era stato lasciato dal fatto che nessuno avesse chiarito che la vendita di prodotti a base di canapa e con THC sotto lo 0,6% fosse legale; così, è arrivata la sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione, il 30 maggio 2019:

La commercializzazione di cannabis sativa L e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa non rientra nell’ambito dell’applicazione della Legge 242 del 2016 che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 e che elenca tassativamente i derivati della predetta coltivazione che possono essere commercializzati; pertanto integrano il reato di cui all’art 73, comma 1 e 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 le condotte di cessione, di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante.

Cosa devo guardare per scegliere un prodotto a base di CBD

Nell’utilizzo del CBD è molto importante determinare il contenuti di THC, dato che la quantità presente nella canapa è decisamente ridotta. In molte giurisidizioni, infatti, la percentuale di THC non può superare lo 0,2-3%.

Per conoscere il livello di THC presente nel prodotto, e di conseguenza capire se possiamo utilizzarlo e, soprattutto, se non siamo in presenza di un prodotto illegale è quindi fondamentale esaminare gli ingredienti ma, ancor di più, eventuali analisi e test di laboratorio, che alcune aziende, come Canzon, mettono a disposizione affidandole a laboratori esterni per garantirne qualità e imparzialità. Nelle sue creme contro acne e psoriasi, ad esempio, il livello di THC è pari a meno dello 0,033%.

Ovviamente, prediligere brand che mettono a disposizione test di laboratorio pubblici significa affidarsi ad aziende che mostrano la propria integrità e serietà.

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Articolo originale pubblicato il 27 Maggio 2020

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