
Pelle reattiva: cos'è e come curarla per evitare rossori e rush
Cosa fare per curare la pelle reattiva? Si individua la causa e si opera su essa. Tuttavia, quando la ragione del fenomeno è esterna, si può e si deve optare per la prevenzione.

Cosa fare per curare la pelle reattiva? Si individua la causa e si opera su essa. Tuttavia, quando la ragione del fenomeno è esterna, si può e si deve optare per la prevenzione.

Parlare di pelle reattiva significa andare in due direzioni: una prima con una causa interna – scritta nel nostro Dna e quindi con una componente ereditaria – una seconda con una causa esterna. Ma occorre fare un po’ di chiarezza in generale, perché questo problema viene troppo spesso associata alla pelle sensibile o ipersensibile: in realtà tutte le pelli vanno tutelate e trattate bene. È l’organo più esteso del nostro corpo, e sebbene si rinnovi continuamente, certi “maltrattamenti” possono avere conseguenze negative a lungo termine. Andiamo allora a scoprire cosa significa davvero avere la pelle reattiva, i sintomi, le cause e infine come prendersene cura.
La pelle reattiva è semplicemente una reazione negativa dell’epidermide, con sintomi e cause ben precise. Il dottor Giuseppe Leanza, ortodermista specializzato in prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, chiarisce a Roba da Donne:
La pelle reattiva può avere due cause principali: la prima è un’ipersensibilizzazione della cute, dovuta al sistema immunitario, che prende il nome di pelle atopica. C’è poi la pelle reattiva scatenata da stimoli esterni.
Quindi sostanzialmente il fenomeno viene ascritto alle sue cause, che vanno in due direzioni differenti, sebbene con esiti molto simili. Colpisce a tutte le età – soprattutto considerando che una delle tipologie può essere ben evidente fin dalla prima infanzia – ma per la pelle reattiva connessa a cause esterne si registra comunemente un’incidenza maggiore con il passare degli anni, perché carenza di idratazione o elasticità possono giocare un ruolo fondamentale. Aggiunge a questo proposito il dottor Leanza:
Le persone anziane perché potrebbero riscontrare problematiche a livello di idratazione o elasticità, in particolare chi per esempio ha lavorato una vita in campagna senza grosse protezioni rispetto al sole o eventi climatici.
Si potrebbe pensare che le questioni inerenti alla pelle sensibile riguardino esclusivamente il viso, ma non è così: una pelle reattiva di tipo atopico può infatti interessare qualunque punto del corpo, in particolare viso, braccia, collo, schiena, gambe, interno del cavo popliteo, mentre quando il fenomeno riguarda fattori esterni può colpire sì il viso, ma anche tutte le parti esposte del corpo.

Ma come si fa a capire se si soffre di pelle reattiva? Indagare i sintomi principali può essere molto utile.
Come accennato all’inizio, le cause della pelle reattiva possono essere di due tipi, anche se viaggiano parallelamente:

Il primo contatto può avvenire con il medico o la medica di base, purché questo rappresenti un primo step, per poi passare a un dermatologo o una dermatologa. Illustra il dottor Leanza:
Per la pelle atopica esistono vere e proprie cure dermatologiche: si lavora con un detergente specifico, una crema, dei trattamenti specifici in ambulatorio specifici, affinché la pelle possa essere appunto quanto più addolcita e più idratata, perché spesso una pelle reattiva risulta anche secca o squamosa. Nel caso in cui la pelle reattiva dipende da stimoli esterni, bisogna individuare la causa ragionando per sottrazione. Se il mio lavoro mi porta all’esposizione ad alte temperature, dovrò proteggermi affinché calore, sudore e sostanze non assalgano ferocemente la mia pelle. Stesso discorso in caso sia provocata da problemi alimentari: si ragiona sui cibi che potrebbero risultare nocivi e su ciò che è peggio assumere in determinate circostanze. Ma anche in questi casi vengono utilizzati detergenti e creme simili a quelli dedicati alla pelle atopica.
Esistono prodotti specifici per la cura della pelle reattiva, fin dalla prima infanzia, e non si tratta semplicemente di skincare tout court. Ma bisogna anche operare sulla prevenzione, perché il contatto con alcune sostanze può rappresentare un fattore scatenante: detergenti con tensioattivi, creme e cosmetici a buon mercato, schiumogeni e molto profumati, o a base d’alcol sono sempre da evitare con la pelle sensibile, preferendo prodotti dermatologici, inodori e a base oleosa.
In ambulatorio si lavorerà invece sulle cause – perché è in base alle cause che viene studiata la terapia – e quest’ultima di solito si avvale di trattamenti con luce fotodinamica e maschere che possano idratare e lenire il rossore.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
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