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Galleria: No Gender Beauty: perché uomini e donne si scambiano trucchi e prodotti di bellezza

No Gender Beauty: perché uomini e donne si scambiano trucchi e prodotti di bellezza

Un trend in ascesa quello della bellezza che un tempo avremmo chiamato “unisex” e che oggi chiamiamo no gender. Perché non si tratta più di “lui che ruba i prodotti di bellezza a lei”, ma di un trend influenzato dai cambiamenti dei codici di bellezza e che ne ha generati di nuovi, coinvolgendo anche i brand cosmetici.
Fonte: Alex Faction

Fondotinta, ciprie, creme e cerette. I prodotti beauty e make up sono diventati popolari tra gli uomini e sono sempre di più i maschi che non si preoccupano più di mostrarsi interessati alla cosmesi.

L’argomento sta diventando sempre più attuale, con studi e previsioni per il futuro da parte di importanti agenzie di marketing e di ricerca e soprattutto con il proliferare di linee cosmetiche no gender, infatti, alcuni beauty brand, anche importanti, si sono mossi già da tempo in questa direzione, seppur in sordina e senza troppi clamori.

Come riporta  The Independent,  la questione del maquillage no gender viene presentata come un “diritto” del maschio in cerca di parità di genere e come empirica manifestazione della fluidità sessuale che non è più solo apparire, ma anche una questione più profonda di self confidence, di fiducia in se stessi.

Il volto dell’industria della cosmesi e la cura del corpo sta cambiando e le società di ricerche di mercato, come ad esempio l’agenzia di analisi Mintel, prevedono una bellezza di genere neutrale come tendenza globale nel 2018. In un rapporto hanno dichiarato:

I consumatori si stanno allontanando dagli stereotipi e dalle aspettative tradizionali di genere. Come tali, si aspetteranno che i brand spingano un messaggio di genere neutro alla ribalta delle loro nuove campagne di sviluppo e marketing dei prodotti. La nuova bellezza sta nell’espressione creativa. I Millennials rompono le regole convenzionali, ma senza clamore. Lo fanno e basta. Amano sperimentare moltissimo, sfoggiando spesso look androgini.

Nasce, così, quello che viene ora definito il no gender beauty, prodotti per il viso e la cura del corpo senza distinzione di genere. Portavoci del “diritto maschile al maquillage femminile” sono i cosiddetti “boy beauty”, giovani ragazzi dai 15 ai 20 anni i cui tutorial di trucco spopolano sui social media e sui canali YouTube.

Di fatto, mentre i “boy beauty” stavano accumulando migliaia di follower sui loro canali social e mettendo in mostra capacità professionali e creatività, l’industria ha visto un’opportunità per promuovere un atteggiamento più conciliante nei confronti degli uomini che indossano il trucco.

La faccenda no gender beauty, dunque, non è semplicemente “lui utilizza i prodotti di lei che trova in bagno”, ma va oltre e riguarda il mondo della cosmesi da tutti i suoi punti di vista, anche del fatturato, cresciuto moltissimo negli ultimi anni, arrivando a sfiorare i 56,2 miliardi di dollari.

In sostanza, uomini e donne potranno sempre più scambiarsi prodotti di bellezza, perché l’industria beauty, inseguendo una tendenza capitanata dai millenians, sta puntando su una neutralità di genere dei prodotti, dove a fare da discriminante sarà il tipo di pelle o il tipo di risultato che si ricerca e non il sesso di colui/colei che utilizza quel prodotto. Tutto questo, in linea con una liberazione dagli stereotipi, vera conferma di una parità davvero equa.

Alla faccia di chi ha sempre fatto del make up e della cura del corpo una questione di genere. Nella gallery trovate alcuni prodotti e  brand che hanno lanciato le loro prime linee beauty e make up no gender.

No Gender Beauty: perché uomini e donne si scambiano trucchi e prodotti di bellezza

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