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Fonte: Cosmopolitan.com

Diciamoci la verità: noi donne non cerchiamo un centro di gravità permanente. Piuttosto, avremmo bisogno di un luogo immune da quei campi gravitazionali che modificano il nostro décolleté. Insomma, possibile che ci mettiamo anni ad accettarne forma e dimensioni, per poi vedere l’ingrato che si mette ad evolversi (o involversi), senza neanche chiedere il permesso? Se ci pensate, non è un caso che la psicologa Umberta Telfner lo definisca il succo della nostra femminilità. È come se la nostra identità ne venisse in qualche modo plasmata, come se quelle curve, che qualcuno ha poeticamente paragonato a dolomiti, fossero strade che portano al nostro io. In che modo reagire, allora, se d’un tratto la topografia del nostro corpo non è più la stessa?

A questa domanda ha risposto egregiamente Giuseppina Torregrossa, scrittrice ginecologa da sempre impegnata per la salute delle donne:

Il seno varia di continuo, dall’adolescenza alla menopausa, persino di giorno in giorno seguendo il ciclo. Per non dire di quando irrompe un cancro, che provoca una modificazione brusca e irreversibile. La psiche, però, non sta dietro a questi terremoti e allora ci fissiamo a cambiare il corpo quando dovremmo pacificarci e cambiare la testa: accettandoci

Dunque, la risposta, davanti all’instancabile trasformismo del nostro décolleté, è sempre la stessa: impariamo ad amarlo, anche quando, per effetto di adolescenza, pubertà, gravidanza, allattamento o menopausa, cresce e si rimpicciolisce all’improvviso, come se avessimo assaggiato i biscotti o bevuto la pozione di Alice nel Paese delle Meraviglie. E, se non vi basta il consiglio di una dottoressa che di tette se ne intende tanto da averci scritto sopra un romanzo, ecco altri motivi per riservargli tutto il nostro affetto:

1 Chiedeva un benvenuto e l’abbiamo trattato come un estraneo (adolescenza)

Fonte: Cosmopolitan.com
Fonte: Cosmopolitan.com

Vi ricordate quando, tra gli 8 e i 13 anni, avete visto svilupparsi l’aureola del capezzolo? Quando il seno comincia a crescere sotto la spinta degli ormoni c’è chi reagisce con grande euforia e chi farebbe di tutto per tornare bambina. Ma vivere il nuovo arrivato come un intruso può essere deleterio, e non solo a livello psicologico: le adolescenti che incurvano le spalle nel vano tentativo di nascondere il décolleté, spesso, si provocano persistenti danni posturali. Insomma, ragazze: pancia in dentro e petto in fuori! Essere donne è bello, andatene fiere sin da subito!

2 Voleva essere accettato e per noi era sempre troppo (pubertà)

Fonte: Cosmopolitan.com
Fonte: Cosmopolitan.com

Troppo piccolo, troppo grande, troppo evidente o insignificante, piatto e acerbo o esageratamente sviluppato ed ingombrante. Nonostante il seno, intorno ai vent’anni, conosca il massimo splendore grazie alla prevalenza di tessuto ghiandolare e al bombardamento ormonale dell’estradiolo, è proprio a quest’età che le ragazze si fanno prendere da mille ossessioni. Ben una ventenne su sei, stando ad una ricerca promossa da Beauty for Life, è preoccupata del suo aspetto, contro il 7% delle cinquantenni. E se i timori assillano un po’ tutte, è pur vero che aumentano in modo inversamente proporzionale alla taglia di reggiseno: ecco allora che i consigli per valorizzare un petto poco prominente spopolano tra le giovanissime, sempre meno convinte che la coppa perfetta stia dentro a quella di champagne. Eppure, ci sono bellezze esplosive il cui décolleté, per usare un eufemismo, non è mai esploso. Tra le altre, l’attrice Milla Jovovich, che ha ironicamente ammesso che, per ricreare il suo seno inesistente, i produttori danno fondo a buona parte del budget !

3 Nutre il nostro amore (gravidanza)

Fonte: Cosmopolitan.com
Fonte: Cosmopolitan.com

Durante la gestazione, il seno si prepara all’allattamento duplicando o addirittura triplicando le sue dimensioni, tanto che anche chi l’ha sempre avuto minuscolo può sperimentare i problemi che assillano le maggiorate. Verso la fine della gravidanza l’aureola si scurisce e le coppe diventano morbide ma compatte, mentre i capezzoli si fanno più sensibili. Sia in questo periodo che all’inizio, ricordate di sostenerlo in tutti i sensi: oltre ai reggiseni appositi, servono esercizi mirati, getti o spugnature d’acqua fredda e creme e oli anti smagliature. In fondo, prevenire è meglio che curare!

4 La fisarmonica no, non l’aveva considerata (post allattamento)

Fonte: Cosmopolitan.com
Fonte: Cosmopolitan.com

Anche se gli effetti variano da persona a persona e alcune fortunate mantengono il seno quasi inalterato, altre, dopo l’allattamento, faticano a riconoscerlo. A volte, infatti, i muscoli e i tessuti che lo sostengono appaiono indeboliti, come fossero stanchi di quel lavoro ininterrotto che li ha coinvolti per mesi e mesi. Lo spiega bene la Dott.ssa Rebecca Brightman su Cosmopolitan.com: “Se gonfi un palloncino al massimo e poi lasci uscire l’aria, non ritorna esattamente alla dimensione iniziale. È un po’ quello che accade al vostro seno” . La consolazione maggiore? Che con quel palloncino ci avrà giocato il nostro tesoro più grande!

5 È stanco di stare sull’attenti (Pre menopausa)

Fonte: Cosmopolitan.com
Fonte: Cosmopolitan.com

Intorno ai quarant’anni la gravità comincia a far sentire i suoi effetti, mentre la pelle, producendo meno collagene, perde elasticità. Non è raro nemmeno l’indolenzimento, per l’elevata circolazione di estrogeni che precede la menopausa. Quando questa arriva, però, i fastidi finalmente cessano e il seno, anche se morbido e meno turgido perché composto da più grasso che tessuto ghiandolare, può sorprendentemente aumentare di dimensioni e rendere ancora più evidente la femminilità. Volete la prova? Guardate la gallery di queste splendide cinquantenni!